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Una Piattaforma per le Lavoratrici e i Lavoratori

Vorrei in maniera molto semplice vedere nel concreto come questa piattaforma dà davvero le risposte ai bisogni dei nostri lavoratori e quindi passo un attimo in rassegna un po’ tutto:

Alle Aziende che per fare piani industriali cedono NPL o esternalizzano

Noi rispondiamo chiedendo il rafforzamento dell’area contrattuale perché immaginiamo che in futuro non rinuncino a questo modo di fare utili (vedasi la gestione degli UTP) e chiediamo procedure di confronto reali che vadano al di là dell’attuale art. 17 nei tempi ma soprattutto nella modalità di confronto.

Spesso in quella sede elemosiniamo dati e notizie fondamentali per il futuro dei nostri lavoratori e fatichiamo a garantire le tutele e le coperture quali LTC, Welfare, convenzioni ecc.

Alle Aziende che non assumono e che faticano a render conto delle assunzioni fatte

Noi rispondiamo con la previsione di incentivi per il sud e le aree depresse e altre proposte volte a sostenere lavoratori colpiti da stato di crisi. Peraltro la richiesta di presidenza del Fondo Occupazione nasce dal fatto che lo stesso viene alimentato in prevalenza dai contributi dei lavoratori.

Alle Aziende che sostengono che il futuro è nella digitalizzazione, ovviamente quella prevista solo dai loro consulenti

Noi rispondiamo chiedendo una cabina di regia per studiare ed elaborare soluzioni. Tant’è ci sembra che quando loro fanno da soli non siano in grado di gestire i più semplici processi organizzativi.

Alle Aziende che non effettuano riconoscimenti in nome di costanti situazioni difficili

Noi rispondiamo chiedendo un aumento a regime pari a 200 euro medi motivandolo al di là dell’inflazione con quella richiesta di maggiore produttività e impegno delle nostre lavoratrici e lavoratori in questi tempi difficili, oltre ad altre richieste varie. E qui ci sarebbe davvero molto da dire…

Alle Aziende che non investono nei giovani

Noi, dopo aver ricordato lo strumento del Foc, chiediamo l’eliminazione della riduzione del 10% del salario d’ingresso dei neo assunti.

Alle Aziende che costantemente ribaltano sui lavoratori errori, spesso provenienti da politiche commerciali aggressive e non etiche

Noi rispondiamo con una serie di richieste sull’art. 44 provvedimenti disciplinari, oggi obsoleto e non esigibile.

Vogliamo entrare nel merito delle indagini preliminari, degli atti della contestazione, tutelare i colleghi allontanati dando un massimo temporale, far emergere le colpe aziendali, avere la reintegra per i casi di licenziamento ingiustificato e conoscere i dati aggregati dei procedimenti aziendali.

Vogliamo che il lavoratore sia sollevato dal rischio patrimoniale nei casi di colpa.

Le eventuali parcelle relative all’esercizio delle funzioni devono essere anticipate e a carico del datore di lavoro e fatti del giudizio penale non possono essere materia di contestazione disciplinare.

Sui fatti estranei alle funzioni chiediamo chiarezza di modi e di tempi a tutela dei colleghi coinvolti in procedimenti penali.

Alle Aziende che vogliono entrare in ciò che facciamo fuori dall’orario di lavoro

Noi rispondiamo con la richiesta di sancire il divieto solo per attività in concorrenza. Non possiamo accettare che le aziende entrino nella vita privata secondo la loro libera interpretazione.

Alle Aziende dove la ricerca dei risultati induce a far prevalere individualismo ed egoismo e dove l’immagine dei colleghi è devastata da errori commerciali di malfattori seduti ai posti di comando

Noi rispondiamo con la forte volontà di riprendere in ogni sede il nostro accordo dell’8 febbraio 2017 declinandolo e perseguendolo in ogni sua parte.

Alle Aziende che si arroccano su arcaiche declaratorie delle mansioni e degli inquadramenti non riconoscendo le specializzazioni e le modernità del bancario e non offrono prospettive e percorsi di crescita professionale adeguati e motivanti.

Noi rispondiamo mettendoci in gioco e offrendoci per studiare un processo di ristrutturazione dei percorsi di crescita e per ripensare i livelli inquadramentali legandoli ai diversi gradi di responsabilità e specializzazione professionale.

Alle Aziende che fanno subire al lavoratore in maniera passiva l’impatto attuale e futuro dei processi di digitalizzazione di lavorazioni e servizi offerti.

Noi rispondiamo offrendoci ancora una volta come controparte responsabile per elaborare proposte e soluzioni che possano anticipare e gestire le conseguenze su produttività, orario di lavoro e riqualificazione professionale.

Alle Aziende che solo a parole sembrano avere a cuore l’equilibrio psico-fisico dei lavoratori in quanto persone e che non prestano adeguata attenzione al capitolo della conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Noi rispondiamo rilanciando su questo tema che peraltro non abbiamo mai abbandonato in questi ultimi anni, proponendo nuove e agili soluzioni in tema di articolazione pluriennale dell’orario di lavoro e di part-time; maggiore flessibilità organizzativa, l’istituzione di una vera e fattiva Banca del Tempo; uno sforzo maggiore nel tutelare e premiare la genitorialità; un’attenzione ancora più spinta per quel che riguarda il periodo di comporto e le malattie professionali. E sul tema della genitorialità, in particolare, chiediamo uno sforzo maggiore di trattamento paritario delle colleghe e dei colleghi che scelgano l’orario di lavoro parziale, in termini di professionalità, riconoscimenti premianti e percorsi di crescita.

Alle Aziende che considerano con rigidità e inflessibilità le norme sull’orario di lavoro solo quando sono a proprio beneficio.

Noi rispondiamo chiedendo strumenti per una più corretta rilevazione dell’orario di lavoro, la riduzione dell’orario settimanale lavorativo di 30 minuti, il riconoscimento del lavoro aggiuntivo dei Quadri Direttivi e per la prima volta l’introduzione del concetto del Diritto di Disconnessione, da normare congiuntamente all’uso delle apparecchiature aziendali durante le giornate non lavorative. E rispondiamo rilanciando convintamente sullo strumento del Lavoro Agile funzionale alla conciliazione dei tempi di vita-lavoro gestito con meccanismi chiari, equi e non penalizzanti.

Alle Aziende che solo a parole prestano attenzione al tema della Formazione ma che nei fatti sono solo interessate agli sterili obblighi formali imposti dalle norme vigenti, e ne sacrificano la fruizione sull’altare della produttività commerciale.

Noi rispondiamo manifestando una attenzione reale e sincera alla Formazione quale momento fondamentale di crescita professionale e di consapevolezza circa le responsabilità del ruolo; e in questo senso presentiamo in piattaforma la richiesta di far diventare la Formazione un Diritti Soggettivo di lavoratori e lavoratrici, dandone così maggiore forza e spazio rispetto all’organizzazione aziendale.

Alle Aziende che manifestano poca attenzione al momento della Valutazione annuale, spesso mal gestito e mal organizzato, le cui ricadute sulla crescita professionale sono spesso importanti e sostanziali.

Noi rispondiamo prevendo tempi e modi più certi, meccanismi equi, strumenti per costruire un dialogo più fondato tra valutato e valutatore, e maggiore esigibilità di quanto già comunque normato in nome di quel rispetto dei lavoratori che deve guidare questi processi perché siano davvero momenti di crescita.

Alle Aziende che focalizzano tutti i loro sforzi e i loro investimenti su redditività e marginalità di breve periodo e dimenticano sempre più spesso che la loro materia prima sono i lavoratori, le persone, e che quindi non si possono sottrarre dal partecipare ad alcune delle grandi direttrici di attenzione e cambiamento legati ai temi sociali attuali.

Noi rispondiamo proponendo tutto un capitolo della Piattaforma dedicato alla costituzione di una Commissione per le Politiche di Inclusione, alla trattazione del tema della Disabilità (per esempio affrontando anche il tema delle barriere architettoniche), e ad un ampliamento di risorse, coperture e platee della Long Term Care.

Alle Aziende che negli anni hanno dimenticato di presidiare nella sostanza il tema della Salute e della Sicurezza limitandosi ad adempiere più o meno formalmente gli obblighi di legge.

Noi rispondiamo riaffermando con forza che la tematica salute e sicurezza non può essere considerata una mera voce di costo ma un argomento su cui rilanciare con forza il ruolo negoziale delle RSA, la discussione sullo stress da lavoro correlato e una più ampia normazione sull’attività dei videoterminalisti che necessitano pause e disconnessioni periodiche.

In conclusione siamo noi a lanciare la vera sfida alla controparte: in una società dove i lavoratori sono solo numeri e voci di costo, dove le professionalità vengono continuamente schiacciate da ristrutturazioni pesanti, quando non sono oggetto di cessione, dove nessun lavoratore vede prospettive per il futuro, dove i nostri giovani non vedono percorsi di carriera e le donne vengono penalizzate costantemente mentre tentano di conciliare lavoro e famiglia la nostra piattaforma mette al centro non il lavoratore ma la persona nella sua interezza.

La qualità del lavoro, la garanzia di serenità nello svolgerlo, una qualità della vita fuori diversa con l’attenzione alle priorità ed esigenze individuali.

Noi non abbiamo paura del cambiamento e siamo noi, al di là delle magliette e delle squadre rappresentate in questa sala, a viverlo di fianco ai nostri lavoratori ogni singolo giorno.

Non ci servono consulenti che ci suggeriscano come fare.

Controparte deve accettare la sfida. Perché le nostre aziende dovrebbero aver ben chiaro che sono i nostri lavoratori il vero e unico patrimonio da salvaguardare se si vuole essere di successo.

E qualora non dovessero averlo ben chiaro dobbiamo essere noi a continuare a gridarlo perché come dice la Mannoia “Ci vorrebbe più rispetto, ci vorrebbe più attenzione , se si parla della vita, se si parla di persone.”

Buon lavoro a tutti.

 

Intervento all’Attivo Unitario Lombardia di Paola Minzon

 

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