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Masi all’Assemblea di Brescia su pressioni commerciali, aumento economico e modello di banca

“Le politiche contro le pressioni commerciali hanno trovato finalmente riscontro nella Piattaforma altamente unitaria per il rinnovo del CCNL. “È necessario passare dalle parole ai fatti, dagli accordi alla loro applicazione e il tragitto non è breve, anzi diventa ogni giorno più impervio”. Le parole di Massimo Masi, Segretario Generale Uilca all’Assemblea delle Lavoratrici e dei Lavoratori che vede impegnate le sigle sindacali del Credito per il rinnovo del Contratto di settore.

“Il Sindacato ha il dovere di conoscere la gravità delle pressioni commerciali e le conseguenze che questi atteggiamenti vessatori hanno sulle Lavoratrici e sui Lavoratori e, soprattutto, sulla qualità del lavoro nelle filiali e il rispetto verso la clientela. Abbiamo richiamato l’accordo sulle Politiche Commerciali e l’Organizzazione del Lavoro dell’8 febbraio 2017 all’interno del Contratto Nazionale, non solo integralmente, ma riprendendolo nei suoi vari aspetti nell’ambito degli articoli di Ccnl pertinenti.”. – ha continuato Masi.

Masi ha evidenziato la visione di prospettiva della Piattaforma per il rinnovo del CCNL del Credito, quale base per affrontare i possibili scenari futuri del settore, nella consapevolezza che questo riveste una centralità nel Paese per le implicazioni occupazionali, salariali, normative, politiche, sociali ed economiche prodotte dalle sue dinamiche. Masi ha ribadito la centralità del Contratto Nazionale quale elemento di coesione della categoria dei bancari e punto di riferimento per il settore e per il Paese, considerando le implicazioni che gli scenari finanziari sempre più̀ spesso determinano dal punto di vista economico, politico, sociale e nel mondo del lavoro ma anche come strumento di inclusione, nell’ottica di favorire il recupero di logiche collettive.

“Come Uilca non abbiamo tralasciato nessun elemento per la tutela delle Lavoratrici e dei Lavoratori bancari. Abbiamo chiesto un aumento salariale di 200 euro, che equivalgono, in termini percentuali, al 6,45%” – ha affermato Masi- Alla percentuale così determinata abbiamo aggiunto le richieste di aumento di produttività, determinato dall’oggettivo calo dei livelli occupazionali e dalla crescita dei carichi operativi, e di riconoscimento dell’impegno e dei sacrifici profusi dalle Lavoratrici e dai Lavoratori negli anni. Un’azione risultata determinante per fare fronte alle difficoltà del settore, alla crisi delle banche e alle conseguenze di situazioni improprie, che hanno avuto effetti negativi sui risparmiatori, minato il rapporto di fiducia con le banche e lasciato i bancari soli di fronte a clienti delusi.

“Vogliamo definire in modo condiviso un nuovo modello di banca al servizio del Paese, delle famiglie e delle imprese e dell’occupazione, individuando anche nuovi mestieri e profili professionali” – ha continuato il Segretario Generale Uilca. “Un tentativo che le controparti rifiutarono in modo miope, preferendo una strada antagonista, caratterizzata dal tentativo di svuotare e svilire il Contratto Nazionale, per favorire la concorrenza tra le aziende e il raggiungimento del profitto attraverso il taglio del costo del lavoro e la riduzione dell’area contrattuale, fuori da logiche di crescita sostenibile e sviluppo del settore”.

Comunicato Stampa del Segretario Generale Uilca Massimo Masi

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