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Agosto: lavoro non ti conosco! Una volta!

Nessuno avrebbe immaginato un agosto così impegnativo, così pieno di lavoro e così strano!

Non solo la crisi politica, più volte annunciata, più volte gridata e ancor oggi, senza certezze. Si vota? Ci sarà un nuovo governo? Se si di che tipo, di scopo, istituzionale o di programma? Di Maio e Salvini torneranno insieme? 

Al momento invito gli scommettori a giocare la tripla 1 2 X, tanto per non sbagliare.

Assistere a  tutto questo rientrerebbe nella norma se i “casini” combinati dalla politica (per meglio dire dalla partitica e dai leader megalomani) non avessero riflessi pesantissimi sulle Lavoratrici e sui Lavoratori! 

Nei giorni scorsi avevamo ipotizzato scenari sul rinnovo del nostro contratto che, oggi, alla luce dei nuovi avvenimenti assumono contorni diversi e pericolosi.

Avevamo ipotizzato, a ragion veduta, che nella prossima finanziaria ci potesse essere una riduzione del cuneo fiscale e, forse, una detassazione degli aumenti contrattuali. 

Tutti riflessi collaterali della trattativa tra governo e Cgil Cisl e Uil che avrebbero avuto dei riflessi positivi anche sul nostro contratto.

Questa improvvisa accelerazione della crisi potrebbe azzerare questa situazione.

La nostra preoccupazione è stata ben rappresentata anche dal Presidente dell’Abi Patuelli in alcune recenti interviste apparse sui giornali. In sintesi ecco cosa dice Patuelli: le banche hanno fatto il loro dovere, l’aumento dell’Iva sarebbe un disastro per l’economia italiana e tutti pensavano che la riduzione del cuneo fiscale fosse già alla portata di questo governo.

Il documento di Cgil Cisl Uil uscito martedì percorre più o meno questa strada: occorre un governo per affrontare le crisi aziendali (Ilva e Wirlpool ad esempio), evitare aumento dell’Iva, proseguire nelle politiche fiscali e detassazione, contratto PA e privati.

Secondo alcuni questo documento va nel senso dell’inciucio o del ribaltone. Secondo me indica la strada per un nuovo o vecchio governo, indica le esigenze delle Lavoratrici e dei Lavoratori.

Sul lato strettamente sindacale della nostra categoria avete letto i dati dei raffronti dei bilanci semestrali delle banche italiane elaborate dal nostro Responsabile dell’Ufficio Studi Roberto Telatin. Andate a rileggere il punto in cui Telatin analizza il rischio delle banche italiane di essere comprate da fondi o banche straniere e mettetelo a confronto con l’andamento della borsa italiana di questi giorni e il calo vertiginoso del valore delle azioni delle banche quotate.

Siamo preoccupati e dovremo prestare grande attenzione.

Non basta, come dice il Presidente Patuelli, saper fare i compiti a casa se il Governo non attuerà politiche espansive dell’economia italiana.

Massimo Masi

Segretario Generale Uilca

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